Uno dei marchi di fast food più noti al mondo progetta uno sviluppo record.
E’ uno dei marchi più noti nel settore della ristorazione veloce e tra i più apprezzati nelle varie fasce d’età.
Burger King conta oggi 40 ristoranti in Italia ma prevede di aprirne 150 nei prossimi cinque anni.
Un obiettivo ambizioso per la società che, nata a Miami nel 1954, si è organizzata in modo da sostenere questo ritmo di sviluppo con un’assistenza costante e puntuale a ciascun affiliato.
La sede italiana è a Torino ed è strutturata con sei dipartimenti (Sviluppo, Marketing, Training, Operations, Qualità e Logistica), il cui compito è di supportare i franchisee nel day by day.
Il dipartimento di sviluppo aiuta i nuovi franchisee a individuare la location migliore e a svolgere lo start up in modo da garantire lo sviluppo del nuovo locale. A questa strategia di sviluppo vuol contribuire anche l’apertura del primo flag ship store, il cosiddetto locale “pilota” che rappresenta un modello per tutta la catena, in programma nei prossimi mesi a Roma.
Il successo di Burger King si basa sulla notorietà dell’insegna ma, soprattutto, sul lavoro preliminare, nella scelta della location, la preparazione del nuovo affiliato e, naturalmente, il suo lavoro quotidiano.
Un’affiliazione impegnativa il cui investimento varia a seconda delle dimensioni del locale il cui minimo è di 150 mq per arrivare fino a 350-40.
Il costo iniziale può partire da 500 mila euro per arrivare fino a 700 mila a seconda della grandezza e delle caratteristiche del locale.
Il nuovo affiliato trascorre 14 settimane in un ristorante scuola della catena.
Il fatturato medio di un ristorante è, attualmente, di 1,250 milioni di euro.
«Diamo subito al nuovo affiliato tutte le informazioni per decidere a ragion veduta» dichiara Vittorio Tuninetti, responsabile franchising.
A breve, sarà testata sul mercato italiano la formula chiosco, che prevede un costo di start up più basso.